Commento di Lillo Baglio
          Esprimersi sulla pittrice Alina De Salvador Ponzetto significa parlare della storia di un artista che, fin dalle elementari, dimostrava passione per il disegno e il colore.
Un poeta diceva che "la passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca".
La definizione di colore, data, non dalla scienza ma dai pittori, e che il colore è una sostanza usata per dipingere.
Per Alina questa "sostanza" ha rappresentato l'essenza, il nutrimento, il patrimonio della sua essenza artistica. Un artista appartata, volontariamente isolata, che da decenni dipinge con un energia primigenia. Spinta e finanche agita da un indomita volontà di trasmettere impressioni simili a quelle che in noi scaturiscono quando ammiriamo l'arte pura: ossia quando osserviamo la natura, con i suoi silenzi e i suoi incanti.
I suoi lavori posseggono, allo stesso tempo, la verità di ciò che la natura ha già dipinto e la delicatezza del silenzio. I suoi dipinti sono perciò "veri" perché fanno respirare l'aria di quel luogo raffigurato, fanno sentire freddo o caldo, a seconda che guardiamo paesaggi di neve o campi soleggiati, montagne maestose o vigneti del Monferrato, siamo comunque immersi totalmente in quelle atmosfere.
Assai curiosi sono i pesci e le anatre dipinti con pennellate ferme e veloci, un trionfo di colori tanto da permettere improvvise accensioni di luce, questo conferma che l'artista opera all'impronta, sotto l'urgenza di un dettato essenziale, istintivo.
Le farfalle trasparenti, esposte sulla tela, sono cosi incantevoli che risulterebbe un sacrilegio perfino ai loro naturali predatori il sopprimerle.
Non si può fare a meno di notare inoltre, come un innato senso d'eleganza presieda all'organizzazione dei toni, al passaggio dall'uno all'altro ed alla loro intima armonizzazione.
Questa pittrice meraviglia anche per la capacità che ha di ritrattare e riprodurre le espressioni dei volti che, al di là dell'evidente abilità tecnica, si sostanzia nella capacità di cogliere, ora negli occhi, ora nelle labbra, ora nel corpo, le vere diversità di ognuno.
L'arte può svolgere la sua funzione e raggiungere il suo scopo anche senza la mediazione delle parole; lo si capisce guardando gli avvincenti e misteriosi gatti ritratti dall'artista. Il risultato di questo furore creativo comprende anche l'uso del collage realizzando cosi interessantissime prospettive scenografiche.
Acquerelli, tempere, pastelli, chine, oli, collage … quello di Alina De Salvator è stata una vera è propria necessità creativa.

Come abbiamo detto questa forza della natura, nata a Belluno ma residente a Torino sin dagli anni quarantasei, anno del suo matrimonio, si è volontariamente isolata , per fortuna, non totalmente, la sua prima personale risale al 1967 allestita su invito proprio negli spazi del Piemonte artistico.
Seguita da una sua ampia personale presso la camera di commercio di Trento.
Nel 2005 la Regione Piemonte la omaggia di una personale. Nel 2007 viene invitata a tenere una personale a Palazzo Pralormo Circolo Ufficiali Torino dove ottiene un ottimo riscontro di pubblico e di critica. Pur dedicandosi alla famiglia dipinge sempre ma sappiamo bene, che le carriere artistiche spesso non corrispondono al reale valore e al talento dell'artista, ma questa è un'altra storia….